Aperitivo in vigna di fine estate da Poderi di San Pietro (MI)

“L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore”. Così diceva Alber Camus, filosofo francese – e non possiamo dargli torto, guardando i colori di questa fantastica stagione. Come sono belli gli ultimi giorni di settembre, con le prime foglie gialle e l’uva che si appresta a diventare mosto!

La location della nostra degustazione: il vigneto “La Capra” della Poderi di San Pietro.

A tutti i nostalgici dell’Estate: non bisogna essere tristi, anzi: questo è il momento migliore dell’anno per festeggiare ciò che la natura ci ha donato. Lo sa bene l’Azienda Poderi di San Pietro di San Colombano al Lambro (MI), che quest’anno ha organizzato una grande festa per celebrare la fine della bella stagione: una serie aperitivi tra i filari della vigna “La Capra”. Un’occasione meravigliosa per degustare il vino direttamente all’origine che non potevamo lasciarci sfuggire.

L’Azienda

Nata nel 1998, la Poderi di San Pietro rappresenta ad oggi una delle realtà vitivinicole più importanti nella DOC San Colombano, con i suoi 65 ettari di vigneti tradizionali e internazionali. Detenuta dalla Società Agricola Neuroniagrari S.r.L, a partire dal 2010 l’Azienda ha iniziato un percorso di rinnovamento e riqualificazione sia degli stabili che delle attrezzature; queste lungimiranti operazioni, insieme ad un accurato lavoro di razionalizzazione delle proprie vigne, hanno permesso all’Azienda di poter sostenere una robusta produzione di vino con una certa attenzione alla Qualità.

La bellissima enoteca dell’Azienda è perfetta per un po’ di sano shopping enologico.

Nella sua sede in Via Steffenini, che un tempo ospitava l’ex Consorzio Agrario di San Colombano, La Poderi San Pietro è riuscita a riunire tutta la sua filiera produttiva. Ci troviamo a due passi dal centro storico ed entrando in negozio è difficile immaginare che nella struttura siano ospitate anche circa 70 autoclavi, 120 barriques e un’intera linea automatizzata per l’imbottigliamento: tutto questo senza contare i numerosi macchinari d’alta tecnologia per l’analisi della qualità della produzione.

La cantina al lavoro: la parte dedicata alla lavorazione dei vini rossi.

Visitando la cantina della Poderi, siamo rimasti piacevolmente colpiti non solo dall’innovazione tecnologica – che è notevole, ma anche dalla voglia di sperimentare in nome della ricerca della qualità: l’Azienda infatti ha perfezionato nel tempo l’affinamento in anfora – offrendo al cliente un vino particolarmente intrigante: si tratta dell’Amphora Moris, bianco fermo IGT a prevalenza Chardonnay, a cui l’affinamento in grès permette di liberare interessanti sentori di miele e zafferano.

Il Territorio

Ci troviamo a San Colombano al Lambro, in un piccolo angolo collinare sulla riva destra del fiume Lambro, tra le province di Lodi e di Pavia: il paese è una exclave della Città Metropolitana di Milano, da cui dista circa 40 km a sud. Il paese prende il nome dall’omonimo santo abate pellegrino irlandese che fondò nel 614 d.C la celebre Abbazia di San Colombano di Bobbio; il forte influsso culturale di matrice monastica non regala a San Colombano solo il nome, ma anche la sua lunga tradizione di viticoltura che permane fino ad oggi.

Il Castello di San Colombano, foto gentilmente concessa da Francesco Falbo

Celebre infatti è l’annuale Sagra dell’Uva che si tiene nella quarta settimana di settembre, con la tradizionale sfilata di carri allegorici e degustazioni nel parco del castello per festeggiare la chiusura della vendemmia. Se siete degli appassionati di pellegrinaggi inoltre, sappiate che questo paese è la terzultima tappa del famoso Cammino di San Colombano, che da Leinster in Irlanda porta fino a Bobbio in Emilia-Romagna, attraversando Gran Bretagna, Francia, Svizzera e Austria.

Per quanto riguarda la zona vitivinicola, San Colombano ha la sua DOC che designa un territorio in cui si coltivano uve tradizionali, – Croatina, Barbera, Malvasia e Verdea su tutte; la DOC banina è riferita a tre tipologie di vino, cioè bianco, rosso e riserva. Riconosciuta come DOC nel 1984, San Colombano è di fatto l’unica DOC Milanese, offrendo al mercato quello che viene anche conosciuto come “il vino di Milano”.

L’Esperienza

E’ un sabato pomeriggio di settembre come un altro e mentre cerco su google cosa fare in zona nel week end capito quasi per caso sulla pagina dell’Azienda Poderi San Pietro. E’ qui che vedo la serie di eventi a tema “Aperitivo in vigna“: che sorpresa, finalmente qualcuno che organizza qualcosa di nuovo nelle mie zone! Chiamo subito per prenotare e poco dopo siamo già sui colli banini. Le aspettative vengono ampiamente soddisfatte non appena parcheggiamo in costa al vigneto e scendiamo dall’auto: la Poderi San Pietro ha pensato proprio a tutto, disponendo tra i filari di Merlot tavoli e sedie in pieno stile country chic.

Viene quindi servito l’aperitivo preparato dall’Agriturismo La Luna, che comprende salumi, formaggi, crostoni di pane e delizie tutte a km 0. Il cibo si abbina a tutti i vini presentati a questa degustazione: tra tutti, scelgo di provare il Serafina, delicato spumante metodo Charmat, il Zeroesse, rosso senza solfiti aggiunti, e il Costaregina, rosso frizzante molto gradito in zona.

Aperitivo servito insieme ad un calice di Serafina.

Il vino: Rosso di Valbissera,

San Colombano DOC

Le etichette prodotte da Poderi di San Pietro sono tante (circa 16) e tutte interessanti, ma in particolare una ha stuzzicato il mio entusiasmo: si tratta del Rosso di Valbissera, San Colombano DOC, ottenuto da uve Croatina (47%), Barbera (43%) e Uva Rara (10%), vitigni autoctoni provenienti dalla vigna Valbissera: si tratta di un lato di collina con terroir di argilla e limo, ricchissimo di sali minerali. La fermentazione avviene in acciaio, mentre l’affinamento in barriques dura circa 18 mesi, al termine dei quali il vino viene imbottigliato ed è pronto al consumo, dimostrandosi anche un buon vino da invecchiamento.

Barriques d’affinamento in cantina.

Nel calice il vino è di un bel rosso rubino consistente con riflessi porpora, gli archetti presenti ci fanno immaginare una discreta gradazione (13,5 % vol). Al naso i profumi sono intensi, con forti sentori di mora in confettura e fiori rossi: al giro di calice si può avvertire nettamente la presenza della dolce speziatura data dal legno, che si traduce in vaniglia e sentori di liquirizia. E’ facile immaginarsi un vino baldanzoso, con durezze accentuate. Tuttavia al primo sorso il tannino non è graffiante come ce lo aspetteremmo: le durezze sono equilibrate da una avvolgente morbidezza, mentre la sensazione di frutta confettata resta persistente per un lungo tratto insieme al tannino. L’abbinamento perfetto è certamente un bel risotto con pasta di salame e raspadura: poco estivo, lo so, ma dopotutto stiamo entrando nella stagione fredda – che è la mia preferita.

Per gli amanti del genere, consiglio “il nonno” di questo vino: si tratta del Monastero di Valbissera, una versione Riserva che prevede 3 anni di malolattica in barriques e almeno 12 mesi in bottiglia. Rivela tutti i caratteri del nipotino, ma ad un livello superiore: sicuramente c’è più evoluzione e più saggezza, che ne fanno un vero vino da meditazione. Io ne ho presa una bottiglia, e la lascio lì: sono sicura che quando lo stapperò, per qualche evento importante, non ne resterò delusa.

Siamo quindi arrivati alla fine di questa gita. Esperienza assolutamente da ripetere non appena l’inverno sarà passato, ma nel frattempo teniamo in considerazione che la Poderi di San Pietro organizza molti altri eventi volti a promuovere i prodotti del territorio e a far avvicinare sempre più persone al fantastico mondo del vino.

Trovi i contatti dell’Azienda QUI e ti suggerisco di seguire Poderi di San Pietro anche sui social – in ottica di futuri eventi a tema enologico a cui, se sei della zona, non puoi non partecipare!

Se sei arrivato a leggere fin qui, ti ringrazio! Così si conclude questo articolo su GiteinWine. Come è andata? Spero che tu ti sia divertito e di averti regalato un’ispirazione in più per il prossimo week-end. Seguimi su Instagram per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità. Ricordati di taggarmi e usare gli hashtag #giteinwine e #checosafaredomenica se vai a visitare Poderi di San Pietro! Ci vediamo prossimamente con un’altra grande Azienda.

Salute!

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