Degustazione con Vista da Belvedere di Nebiolo (PV)

Qui in Lombardia siamo ormai alla seconda settimana di chiusura prevista dal DPCM del 3 novembre: l’umore è ai minimi storici e sembra di essere tornati a marzo, con tutti i suoi lati negativi. Ma una consolazione c’è: la mia cantina, che prima di questo “quasi- lockdown” è stata un po’ ripopolata, mi riporta con i suoi vini alle Aziende che ho visitato questo autunno.

Quindi mentre stappo una bottiglia di consolazione, vi racconto di un’Azienda dell’Oltrepo’ Pavese che consiglio caldamente di andare a visitare non appena ci daranno nuovamente il via libera. Si tratta della Belvedere di Nebiolo, a Torrazza Coste (PV): un posto speciale dove poter fare degustazione di ottimi vini con vista, magari dopo una rilassante passeggiata per le vigne della proprietà.

Alcune delle viti dell’Azienda Belvedere di Nebiolo, PV.

L’Azienda

Nata nel lontano 1964 grazie alla passione per la viticoltura di Piero Biancardi, l’Azienda Belvedere di Nebiolo nel 2015 passa nelle mani del nipote Andrea Biancardi, giovane architetto urbanistico che rivoluziona i suoi progetti di vita per amore del suo territorio e di quel difficile ma tanto soddisfacente mestiere che è il produttore di vino. Con i suoi 70 ettari di terreno, di cui solo 25 sono vitati, l’Azienda si propone di offrire ai suoi clienti vini da vitigni internazionali di grande qualità, particolarmente apprezzati all’estero.

Andrea e i suoi vini, foto gentilmente concessa da Andrea Biancardi.

I vitigni della Belvedere di Nebiolo hanno tutti un’ottima esposizione, ma sorgono su un terreno difficile, impervio, argilloso e ricco di scheletro: con i suoi 470 metri su livello del mare, il Monte Brado – vitigno più alto dell’Azienda destinato all’allevamento di Merlot, rappresenta infatti un caso unico in Oltrepo’. Tuttavia, è dai territori più difficili che si ottengono i vini migliori: l’elevata escursione termica, dovuta all’altimetria, regala vini di ottima freschezza e alto contenuto zuccherino delle uve, mentre la forte pendenza evita il ristagno idrico, nemico per eccellenza della vite.

Dal Pinot Nero al Pinot Grigio, dal Riesling allo Chardonnay, passando poi al Merlot fino a qualche ettaro di Cabernet Sauvignon: sebbene la scelta di Andrea sia molto particolare – votarsi completamente all’internazionale nella terra della Bonarda, soprattutto nell’ottica della vendita al cliente italiano, è un atto di grande coraggio – ogni calice dell’Azienda ne conferma la grande solidità, regalando vini dalla beva raffinata ed elegante.

L’Azienda, che ha certificazione biologica dal 2016, porta avanti un’idea di estrema attenzione alla qualità del prodotto nel pieno rispetto della natura: le bottiglie prodotte sono poche – circa 15 mila, e riscuotono successo soprattutto negli Stati Uniti, dove i fine wines italiani strizzano l’occhio agli intenditori d’oltreoceano.

Chiara e alcune delle etichette dell’Azienda, foto gentilmente concessa
da Andrea Biancardi.

Il Territorio

Ci troviamo nella parte occidentale dell’Oltrepo’ Pavese, un territorio a forma di triangolo rovesciato – o a grappolo d’uva, per i più romantici, che rappresenta la parte più meridionale della Lombardia: delimitato nella parte più settentrionale dalla sponda del fiume da cui prende il nome, l’Oltrepo’ si trova tra le province di Alessandria e di Piacenza.

La zona di Torrazza Coste in particolare è famosa per i suoi calanchi di argilla bianca a strapiombo sulla vallata, conosciuti anche come Orridi di Sant’Antonio, che rappresentano l’occasione perfetta per un’escursione a piedi imperdibile se siete Amanti del genere (e non soffrite di vertigini).

Il territorio, prevalentemente collinare e quasi completamente vitato, è attraversato dal 45° Parallelo conosciuto anche come il Parallelo del Vino: similmente a Bordeaux e al Piemonte infatti, si dice che lungo questo parallelo siano prodotti i grandi vini del mondo. La cultura del vino è molto ben radicata in Oltrepo’, terra di numerose DOC famose in tutta Italia, come la Bonarda, il Sangue di Giuda e il Buttafuoco: ma questa zona ha anche una grande DOCG, l’Oltrepo’ Pavese Metodo Classico, vino spumante rifermentato in bottiglia irresistibile per gli amanti delle bollicine.

L’Esperienza

Ispirati dalle tante proposte dell’Autunno Pavese, abbiamo scelto di fare una bella degustazione da Belvedere di Nebiolo per due motivi: il primo, perché quel week-end il tempo permetteva la meravigliosa escursione tra le viti prevista dal programma; il secondo perché ci incuriosiva la proposta, un po’ diversa dal solito, di degustare vini dal respiro più internazionale nel nostro amato Oltrepo’.

Appena arrivati in Azienda veniamo accolti da Chiara, compagna di Andrea che ci intrattiene fino all’arrivo di tutti gli ospiti: una volta al completo Andrea ci guida su per una piccola strada asfaltata, in mezzo a bellissimi alberi tinti dai colori dell’autunno. Per la strada c’è odore di vento pulito, di legna nel camino e di bosco… è il pomeriggio autunnale perfetto.

Un assaggio del panorama ammirato durante la passeggiata.

Durante la passeggiata Andrea ci racconta del suo territorio e della sua azienda: arrivati in cima al colle, entriamo in un terreno che ospita vigneti di pinot nero già vendemmiati. La passeggiata prosegue in mezzo ai filari pronti per il letargo invernale: e mentre camminiamo, la terra morbida appena girata rivela una composizione di argilla bianca e ricca di tufo, tipica del territorio. La vista sulla vale è magnifica: la bella giornata autunnale non ci impedisce con la sua foschia di ammirare il panorama che da qui è possibile godere.

Dopo la passeggiata tra i vigneti è tempo di degustare: accompagnati dal leggendario enologo Mario Maffi, Andrea inizia servirci i suoi vini. Si inizia con un interessante Pinot Nero Extra Dry dai piacevoli riflessi rosati e dalla bollicina stuzzicante al palato. Proseguiamo con lo Sgarè, Riesling DOC Renano 100% vendemmiato a mano, dagli intensi profumi di frutta gialla e dal gusto inconfondibile. Si passa ai seducenti rossi con il taglio bordolese dell’Azienda, il Ca’ Berlò – rosso IGT composto al 60% da Cabernet Sauvignon e da 40% Merlot, il cui tannino misurato regala una beva estremamente elegante. Concludiamo la degustazione con un’ottimo calice di Pinot Nero Monte Brado DOC, piacevole al naso con i suoi sentori ricchi di mora e la sua piacevole persistenza al palato. Il tutto, ça va sans dire, accompagnato da un’ottimo tagliere di salumi prodotti dall’Azienda, accompagnati da formaggi tipici.

Un assaggio della degustazione.

Il vino: Pinot Nero Brut Spumante DOC

Non potevo certo andarmene senza portarmi via una bella bottiglia di Pinot Nero Brut Spumante DOC: chi mi conosce sa che sono amante di rossi, ma che alle bollicine spesso non resisto. Parliamo quindi di questo spumante metodo Charmat realizzato da uve Pinot Nero 100% con un residuo zuccherino di 7 g/l.

La raccolta delle uve, che si trovano in un vitigno esposto a sud, a circa 350 metri sul mare, è manuale e avviene nella terza decade di Agosto: l’uva viene pressata in modo soffice e il mosto è chiarificato a freddo e viene messo a fermentare sul pulito in acciaio e a temperatura controllata.

Il suo colore è un giallo paglierino tenue, con una bella schiuma soffice e un perlage fine, che persiste per un po’ nel calice dopo i primi sorsi: il suo aspetto brillante lo rende perfetto per un’occasione speciale tutta da bere in un flûte. Al naso il vino si rivela intenso, piacevolmente fruttato e di fiori bianchi freschi: in bocca, si conferma un naso fresco e scattante, con una buona acidità che sostiene perfettamente la sua morbidezza (gradazione alcolica di 12% vol.). L’occasione speciale in cui potrebbe essere consumato è sicuramente un Bell’aperitivo estivo, di quelli che ci auguriamo di fare abbondantemente nel 2021: in alternativa, per non aspettare troppo tempo e goderselo al massimo subito, si può provare con un piatto di grenouilles frites – che per i meno sofisticati non sono altro che le rane fritte, piatto tipico vercellese molto consumato anche nella bassa pavese.

Siamo quindi arrivati alla fine di questa fantastica gita. Andrea organizza spesso spesso nuove iniziative ed eventi volti a promuovere il suo territorio: vi consiglio di visitare il sito della sua Azienda QUI per conoscerla un po’ meglio, nell’attesa di una prossima visita. I progetti sono tanti e speriamo che la situazione sanitaria si ristabilisca presto per vedere la Belvedere di nuovo all’opera: dagli aperitivi alle nuove produzioni su cui potete rimanere aggiornati visitando la loro pagina Facebook.

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Prima di chiudere, però, vorrei fermarmi a fare una piccola osservazione personale sull’Autunno Pavese 2020. Questo evento è imperdibile per tutti i pavesi dop e d’adozione: di solito si organizza al chiuso, in una modalità prettamente fieristica che spesso impedisce una comunicazione efficace di quello che c’è dietro una bottiglia. Quest’anno però, essendo stato organizzato in una versione itinerante per cause di forza maggiore, l’Autunno Pavese ha permesso davvero di avvicinare il produttore al cliente – e di farmi conoscere questa fantastica Azienda. Grazie quindi Autunno Pavese, speriamo di rivederci in circostanze migliori per l’Edizione 2021!

Se sei arrivato a leggere fin qui, ti ringrazio! Così si conclude questo articolo su GiteinWine. Come è andata? Spero che tu ti sia divertito e di averti regalato un’ispirazione in più per il prossimo week-end. Seguimi su Instagram per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità. Ricordati di taggarmi e usare gli hashtag #giteinwine e #checosafaredomenica se vai a visitare Belvedere di Nebiolo! Ci vediamo prossimamente con un’altra grande Azienda.

Salute!

Un pensiero su “Degustazione con Vista da Belvedere di Nebiolo (PV)

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