Visita in cantina con degustazione a Colle del Bricco (PV)

“La vita è troppo breve per bere vini mediocri”: così afferma Johann Wolfgang Goethe, e da amante del buon vino non posso certo dissentire. Oggi in Italia la vocazione per la viticoltura di qualità è maggiore oggi rispetto al passato, grazie soprattutto al grande impegno dei giovani viticoltori italiani che con la loro passione producono vini di grande eleganza e finezza.

Tra i produttori oltrepavesi che si distinguono per l’impegno nel perfezionare la propria produzione c’è sicuramente Matteo Maggi, proprietario dell’Azienda Colle del Bricco Torre Sacchetti, frazione di Stradella (PV): pochi ettari vitati ma dedizione per il proprio lavoro, con l’obiettivo di offrire al consumatore vini di grandissima qualità.

L’Azienda

La storia di Colle del Bricco è, almeno all’origine, molto simile a quella di tante altre aziende oltrepavesi: una piccola proprietà nata per passione più che per profitto, le cui uve finivano totalmente nelle botti delle cantine sociali.

E’ nel 2013 che il giovanissimo Matteo chiede al padre di poter gestire quell’Azienda, con il sogno di farla diventare Grande nella produzione di vini di nicchia in una terra già ampiamente votata alla viticoltura. E’ davvero una sfida quella che intraprende Matteo, non solo perché produrre vino in questa realtà è impegnativo, ma anche perché il ragazzo viene da tutt’altra formazione universitaria: il mestiere del vignaiolo è complesso, fortemente condizionato da scelte empiriche e da Madre Natura che non risparmia dure lezioni nemmeno a chi viticoltore ci è nato.

Nonostante le difficoltà però Matteo ha dalla sua la passione e un temperamento ambizioso che lo spingono a studiare molto, a sperimentare e alla fine, a riuscire con successo nel suo intento: oggi l’Azienda, che fa parte dei Vignaioli Indipendenti, è particolarmente apprezzata sul territorio per i suoi vini fini ed eleganti.

Gli ettari vitati dell’azienda sono 7, pochi rispetto ad altre aziende della zona: le uve – allevate prevalentemente a Guyot – sono Barbera, Croatina, Riesling Italico, Pinot Nero e una piccola parte di Sauvignon Blanc. La produzione è ridotta ma di grandissima qualità: i pochi ettari vitati consentono infatti a Matteo di dedicare grande attenzione al vigneto, mettendo in pratica la filosofia aziendale, secondo cui “il buon vino si fa in vigna, non in cantina.”

La cura della vite si traduce anche nel rispetto dei terreni: seppur senza certificazione infatti, il vino di Colle del Bricco segue le regole dell’agricoltura biologica: nessun diserbo, niente chimica, solo la mano di Matteo che si occupa di estirpare le graminie e potare la vite con metodo Simonit, nel pieno rispetto della produzione della pianta.

la vendemmia delle uve è rigorosamente manuale e segue ritmi ben precisi che sono gli stessi della cara vecchia tradizione contadina: le uve migliori vengono portate in cantina e lavorate quanto basta per conservarne tutte le caratteristiche organolettiche; le fermentazioni sono spontanee, con lieviti indigeni, le temperature saggiamente controllate. Se non sapessimo la storia di Matteo, non potremmo mai indovinare che produce vino da pochi anni: una maestria, quella in vigna, che si traduce nel calice come in poche altre Aziende.

Il territorio

Ci troviamo nella zona di Stradella, piccola perla oltrepavese: qui c’è da sempre una felice tradizione enologica grazie alla posizione dei vigneti, parte in collina e parte in pianura. In particolare Stradella si trova alla fine della Val Versa, dove gli Appennini si avvicinano al Po creando quella che geologicamente è conosciuta come “la stretta di Stradella”: un territorio dove Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna convergono, donando alle uve qui coltivate sfumature organolettiche uniche.

Stradella è famosa anche per l’artigianato, infatti la città è stata per molti anni uno dei principali centri di produzione di fisarmoniche al mondo: tradizione vuole che proprio in questa città fu prodotta la prima fisarmonica dall’artigiano Mariano Dallapé, nel lontano 1876. Se passate di qui e siete appassionati di musica, fate un salto al Museo della Fisarmonica ospitato all’interno di Palazzo Garibaldi, in cui viene conservato il primo prototipo dello strumento.

Foto del prototipo di Dellapé gentilmente concessa da visitpavia

Per quanto riguarda la zona vitivinicola, ho già parlato QUI dell’Oltrepo’ Pavese. A Stradella, la composizione dei terreni votati alla viticoltura è prevalentemente argillo-limosi con vene marnose, perfetta per la produzione di vini profumati, di buona struttura e di grande morbidezza. La maggior parte dei produttori alleva vite direttamente sulle pendici collinari, piuttosto che in pianura, regalando al panorama il tipico aspetto da cartolina a cui i pavesi sono molto affezionati.

L’Esperienza

Ispirati dalle proposte dell’Autunno Pavese, decidiamo di andare a visitare la Colle del Bricco una mattina nebbiosa di fine ottobre: appena arrivati in Azienda, veniamo accolti da Matteo e da Ares, il suo bellissimo pastore belga. Dopo un’accoglienza ospitale, Matteo ci accompagna tra i filari ed è qui che inizia a raccontarci la storia della sua Azienda, mostrandoci con orgoglio le sue vigne e spiegandoci il metodo di potatura della vite, che realizza lui stesso con grande attenzione e precisione. Durante la passeggiata tra le bellissime viti in costa all’azienda, finalmente la nebbia si dirada e restiamo qualche minuto ad ammirare il panorama: ci troviamo 200 metri sopra il livello del mare e davanti a noi il paesaggio è davvero da cartolina, con una campagna autunnale pettinata di rosso.

Arriva il momento di assaggiare: Matteo ci guida nella degustazione attraverso le bottiglie di sua produzione, accompagnando ogni calice alla storia di questo o quel vino davanti ad un tagliere di salumi e formaggi tipici del territorio: degustiamo tra gli altri il il Khione, un vino bianco fermo 100% Riesling Italico, e suo fratello Borea, prodotto con la stessa uva ma rifermentato in bottiglia per una bollicine al limite dello spumante. Sguono poi i rossi tipici del territorio, lo Stafilo, una Barbera 100% che profuma di frutta a bacca nera e liquirizia, e il più tannico Makedon, 100% Croatina, che affascina con il suo bouquet floreale e di e frutta a bacca rossa.

Tra i vini prodotti c’è poi un piccola perla che da solo dimostra il grande studio che anima questo ragazzo: si tratta di O.N.S (One Night Stand), un Orange Wine realizzato da Sauvignon Blanc lasciato macerare 12 giorni sulle bucce e affinato in bottiglia 1 anno. Questo vino dal colore limpido e ambrato al naso rivela la forte presenza di un’albicocca leggermente sciroppata mentre lascia il palato piacevolmente vellutato e fresco. Per gli amanti del genere è un 10 e Lode, peccato solo per le pochissime bottiglie prodotte.

Il vino: Khion, Riesling Oltrepo Pavese DOC

La punta di diamante dell’Azienda è il Khione, vino bianco fermo realizzato da uve Riesling Italico in purezza, affascinante proprio come Chione, dea greca della neve da cui l’etichetta prende il nome.

Prodotto con una doppia fermentazione per valorizzare al massimo struttura e acidità, la maturazione delle due basi prodotte a distanza di 7 giorni l’una dall’altra avviene in botti di acciaio inox sui propri lieviti nobili fino a 6 mesi, passando poi 5 mesi in bottiglia. Ne esce un vino di 13% vol. alc. Elegante, delicato e veramente degno di nota.

Il colore è un giallo paglierino scarico brillante, mentre al naso sono apprezzabili sentori floreali ed erbacei, con una dolcezza di mela cotta che lascia spazio a sfumature di camomilla erbe officinali. Al palato, il vino si dimostra di buon corpo, fresco e davvero fine, il che lo rende perfetto per un aperitivo elegante o una cena a base di pesce alla griglia: interessante anche l’abbinamento meno impegnativo con formaggi caprini. Una versatilità impressionante per un vino che non dovrebbe assolutamente mancare nella vostra cantina.

Matteo e Ares

Matteo vi aspetta nella sua Azienda per una gita domenicale, potete trovare QUI i suoi contatti per organizzare una degustazione guidata proprio come la nostra. Seguitelo anche sulla sua pagina Facebook, in cui potete trovare numerose curiosità e informazioni sulle sue etichette. Tra le altre novità, se siete amanti dell’Oltrepo’, sappiate che la Colle del Bricco presenterà presto la sua versione del Buttafuoco. Noi non vediamo l’ora di provarlo!

Se sei arrivato a leggere fin qui, ti ringrazio! Così si conclude questo articolo su GiteinWine. Come è andata? Spero che tu ti sia divertito e di averti regalato un’ispirazione in più per il prossimo week-end. Seguimi su Instagram per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità. Ricordati di taggarmi e usare gli hashtag #giteinwine e #checosafaredomenica se vai a visitare Colle del Bricco! Ci vediamo prossimamente con un’altra grande Azienda.

Salute!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...